Elezioni amministrative 2011 - I risultati
 
I risultati delle elezioni amministrative 2011
 
Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - La tornata elettorale del 15 e 16 maggio scorsi (coi ballottaggi il 29 e 30 maggio) ha riguardato più di 1.300 comuni - fra cui undici con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti - e undici province, per un totale di oltre 13 milioni di italiani.
 
 
Le quattro sfide principali per la poltrona di sindaco hanno riguardato Milano, Torino, Bologna e Napoli e hanno sancito tutte il successo dello schieramento di centrosinistra; a Torino e Bologna al primo turno, a Milano e Napoli al ballottaggio, con l'exploit rispettivamente di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris. Per quanto riguarda le amministrazioni provinciali, sono andate al voto Mantova, Pavia, Vercelli, Treviso, Trieste, Gorizia, Ravenna, Macerata, Lucca, Campobasso, Reggio Calabria.
 

 

 

Comuni: i risultati del primo turno
 

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Il primo turno delle amministrative si è concluso con risultati significativi: ballottaggio a Milano, Napoli e in altri undici capoluoghi di provincia, successo del centrosinistra a Torino, Bologna e in altre nove città, vittoria del centrodestra a Latina, Caserta, Catanzaro e Reggio Calabria. Gli elettori di 85 comuni sono tornati nuovamente alle urne domenica 29 e lunedì 30 maggio, compresi i cittadini siciliani, chiamati ai seggi per il primo turno. 

 

Milano. Il risultato più eclatante si è registrato nel capoluogo lombardo, dove il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia ha sorpassato a sorpresa di sette punti percentuali il sindaco uscente del centrodestra, Letizia Moratti. Non solo: lo stesso premier Silvio Berlusconi ha raccolto nel capoluogo lombardo 27.972 preferenze, contro le oltre 53 mila del 2006. Complessivamente un risultato che delude il Pdl, che – a detta del coordinatore Denis Verdini – si aspettava questo risultato “ma ribaltato a nostro favore”. 

 

Napoli. Nel capoluogo campano la novità è stato il successo, già al primo turno, dell’ex pm Luigi De Magistris, candidato Idv, a cui è andato il 27,5 per cento dei voti. Lo sfidante Gianni Lettieri, del Pdl, ha raccolto il 38,5 per cento. Non hanno sfondato il prescelto dal centrosinistra, il prefetto Mario Morcone, né il candidato del Terzo polo, Raimondo Pasquino.

 

Torino. Risultato netto per Piero Fassino, che ha ottenuto al primo turno il 56,7 per cento dei voti, contro il candidato del Pdl Michele Coppola, consigliere della giunta regionale guidata da Roberto Cota. 

 

Bologna. Dopo 15 mesi di commissariamento il capoluogo emiliano incorona Virgilio Merola nuovo sindaco con il 50,46 per cento dei voti, contro il 30,35 per cento raccolto dal leghista Manes Bernardini. Da notare l’exploit del movimento Cinque stelle ispirato da Beppe Grillo: al candidato Massimo Bugani è andato il 9,5 per cento dei voti. 

Per quanto riguarda le altre città, la coalizione di centrosinistra si è confermata al primo turno alla guida di Savona, Ravenna, Arezzo, Salerno, Barletta, Benevento. Cambio della guardia a Fermo, nelle Marche: dopo dieci anni di governo di centrodestra, è stata eletta Nella Brambatti, sostenuta da Pd, Sel, Idv e altri.

 

Si è andati invece al ballottaggio a Cagliari, tra il candidato di centrosinistra Massimo Zedda e quello di centrodestra Massimo Fantola; a Cosenza, fra Mario Occhiuto del Pdl ed Enzo Paolini, sostenuto da Idv e Sel; a Grosseto, fra il sindaco uscente Pd Emilio Bonifazi, che non è andato oltre il 45,83 per cento, e Mario Lolini, sostenuto da Pd, Lega e anche da Fli; a Trieste, fra Roberto Antonione del centrodestra e Roberto Cosolini del centrosinistra. Ballottaggi anche a Novara, Varese, Pordenone, Rovigo, Rimini, Crotone. 

 
 
Province: i risultati del primo turno
 
Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Tre province al centrosinistra, due al centrodestra, 6 al ballottaggio. Questo il responso delle urne per le undici amministrazioni provinciali al primo turno. Gorizia, Ravenna e Lucca hanno confermato i loro presidenti di centrosinistra. Il centrodestra ha visto confermare a Treviso il leghista Leonardo Muraro, con il 57,46 per cento delle preferenze, ed è riuscito a conquistare anche Campobasso, dove ha vinto al primo turno Rosario De Matteis con il 54,26 per cento dei voti, sostenuto da 14 liste.
 
 
Al ballottaggio sono andati: Vercelli, con il candidato di Pdl e Lega Carlo Riva Vercellotti al 49 per cento dei voti contro il candidato del centrosinistra Luigi Bobba; Pavia, dove Ruggero Invernizzi del centrodestra ha ottenuto il 41,11 per cento contro il 33,82 di Daniele Bosone del centrosinistra; Mantova, dove il candidato del centrosinistra Alessandro Pastacci ha avuto pochi decimali in più di Gianni Fava del centrodestra; Trieste, fra la presidente uscente Maria Teresa Bassa Poropat (centrosinistra) e il candidato del centrodestra Giorgio Ret; Macerata, fra il candidato del centrosinistra Antonio Pettinari e il presidente uscente di centrosinistra Franco Capponi; Reggio Calabria, fra il presidente uscente Giuseppe Morabito, che si è fermato al 26,58 per cento, e il candidato del centrodestra Giuseppe Raffa.
 
 
Affluenza alle urne in lieve calo
 

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Secondo i dati del ministero dell'Interno sull'affluenza, per il voto delle provinciali (primo turno) è stata del 59,63 per cento, poco più di un punto percentuale in meno rispetto alla precedente tornata elettorale. In calo i votanti anche alle comunali: si è recato alle urne il 71,07 per cento, contro il 72,85 delle precedenti amministrative. Una tendenza che si conferma nelle grandi città.

 

Gli elettori napoletani che si sono recati al seggio scegliere il sindaco sono stati pari al 60,33 per cento, contro il 66,67 per cento della scorsa tornata, quindi circa 6 punti percentuali in meno. Stessa situazione a Bologna dove il 72,80 per cento dell'elettorato è andato alle urne contro il 76,38 delle scorsa tornata. E mentre a Milano l’affluenza è praticamente la stessa delle passate amministrative, a Torino c’è stato un aumento di circa 2 punti percentuali: ha votato infatti il 66,54 per cento dei cittadini torinesi contro il 64,73 per cento delle precedenti consultazioni.

 
 
I risultati dei ballottaggi
 

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, che si è svolto il 29 e 30 maggio, ha incoronato i due candidati del centrosinistra Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris quali nuovi sindaci di Milano e Napoli. Due risultati particolarmente importanti anche per gli equilibri politici nazionali. Il centrodestra ha lasciato la guida del capoluogo lombardo dopo 18 anni, ma non solo: dalle urne è uscito un responso abbastanza pesante per il Pdl e per la Lega, che hanno registrato un netto calo. Anche a Napoli il partito del premier Silvio Berlusconi ha subito un dimezzamento e il successo di De Magistris è stato schiacciante.

 

In generale, il centrosinistra si è imposto in nove dei tredici comuni e in quattro delle sei province che hanno affrontato il secondo turno elettorale. Significativo, per esempio, il risultato di Cagliari, dove il centrosinistra ha strappato il comune al centrodestra: nel capoluogo sardo, infatti, Massimo Zedda ha battuto Massimo Fantola. Anche Novara, feudo del presidente del Piemonte Roberto Cota, passa dal centrodestra al centrosinistra dopo dieci anni di governo leghista: Andrea Ballaré ha vinto contro Mauro Franzinelli. Cambio della guardia anche a Crotone, dove Peppino Vallone del centrosinistra supera la candidata di Pdl e Udc, Dorina Bianchi. A Trieste il centrodestra ha ceduto sia in provincia che in comune: alla provincia è stata confermata la presidente uscente Maria Teresa Bassa Poropat (Pd), mentre in comune Roberto Cosolini (Pd) ha superato Roberto Antonione (Pdl).

 

Al secondo turno delle provinciali, il centrodestra ha perso Pavia, mentre ha guadagnato Reggio Calabria. Per quanto riguarda l’affluenza ai seggi, si è registrato un calo rispetto al primo turno: alle comunali ha votato il 45,22 per cento degli aventi diritto, alle provinciali il 60,12 per cento. In Sicilia, invece, si è svolto il primo turno della tornata elettorale che ha interessato 27 comuni. A Ragusa, unico capoluogo al voto, è stato confermato il sindaco uscente Nello Dipasquale, sostenuto da Pdl, Fli, Udc e altre sei liste. Dipasquale ha ottenuto 24.301 voti, pari al 57,20 per cento, contro Sergio Guastella (Pd, Idv, Sel), che si è fermato al 36,26 per cento, e Salvatore Battaglia (Mpa), che ha preso il 6,54 per cento.

   
 
Successo di Giuliano Pisapia a Milano con 365 mila voti
   

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - “Abbiamo liberato Milano, la città aveva bisogno di cambiare e il voto l'ha dimostrato, ora si guardi avanti e basta liti”. Così Giuliano Pisapia subito dopo la proclamazione come nuovo sindaco del capoluogo lombardo, precisando comunque che sarà “il sindaco di tutta Milano”. Pisapia ha annunciato che formerà la sua squadra entro 15-20 giorni e che il suo vice sarà una donna (si parla già della senatrice Marilena Adamo). Già vincente alle primarie del centrosinistra, il 62enne avvocato penalista ha sorpreso al primo turno, quando ha ottenuto il 48 per cento dei voti, e al ballottaggio ha incassato ben 365.657 preferenze, superando il sindaco uscente Letizia Moratti in tutte e nove le circoscrizioni.

 

L’affluenza ai seggi è stata piuttosto alta: ha votato il 67 per cento dei milanesi. Ieri sera Pisapia ha ricevuto una telefonata dalla Moratti, la quale si è congratulata per la vittoria e si è detta disponibile a lavorare per la città. “Mi ha fatto piacere – ha commentato l’avvocato -. Vuol dire che è iniziata una stagione nuova che mette da parte le contrapposizioni frontali e pensa al bene comune”. Già domani potrebbe avvenire il passaggio di consegne a Palazzo Marino.

 

Figlio di Gian Domenico Pisapia, uno dei padri del codice di procedura penale del  1989, Giuliano si è laureato in Scienze politiche e in Giurisprudenza e durante gli studi ha lavorato come educatore nel carcere minorile Beccaria, poi come operaio in un'industria chimica e come impiegato in banca. Ha cominciato a fare l'avvocato a trent’anni e ha seguito importanti processi, tra cui quello noto come “Toghe sporche”, in cui è stato parte civile per conto dell’imprenditore Carlo de Benedetti. E' stato legale della famiglia di Carlo Giuliani, il ragazzo morto durante il G8 di Genova. Nel 1996 è stato eletto deputato come indipendente nelle liste di Rifondazione comunista e in quella legislatura è stato presidente della commissione Giustizia della Camera. Nel 2001 è stato rieletto deputato ed è stato nominato presidente del Comitato carceri. Nel 2009 è stato chiamato a presiedere la Commissione ministeriale per la riforma del codice penale. Un mese fa ha sposato Cinzia Sasso, giornalista de “La Repubblica”, sua compagna da venti anni.

 
     
L’ex pm Luigi De Magistris nuovo sindaco di Napoli    
     

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - “Vorrei fare il sindaco per dieci anni. Credo sia davvero iniziato un nuovo ciclo in città”. Così Luigi De Magistris nella sua prima conferenza stampa da neo sindaco di Napoli. Già al lavoro per la costituzione della squadra, anche lui, come Giuliano Pisapia, ha annunciato che la poltrona di vice sindaco andrà a una donna. Il nuovo presidente del consiglio comunale sarà probabilmente Raimondo Pasquino, il rettore dell’università di Salerno, già candidato per il Terzo polo al primo turno. Al ballottaggio metà degli elettori napoletani sono rimasti a casa, ma l’ex magistrato dell’Italia dei valori ha raccolto il 65,37 per cento, contro il 34,62 del candidato di centrodestra, Gianni Lettieri.

 

Da subito De Magistris è stato considerato un “outsider”, anche perché la sua candidatura non è uscita dalle primarie indette dal Pd, finite nel caos per irregolarità. Alla fine i democratici avevano indicato come loro candidato il prefetto Mario Morcone, poi ampiamente surclassato dall’ex magistrato al primo turno. Al ballottaggio De Magistris ha quindi ricevuto anche i voti del Pd e del Terzo polo. Ieri il neo sindaco ha ricevuto telefonate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, e dal segretario Pd, Pierluigi Bersani. "Cerchiamo di ragionare insieme – ha detto De Magistris a Bersani - ci tengo molto a rafforzare il rapporto con il Pd”. L'ex magistrato ha anche annunciato la sua autosospensione dall'Idv: “Mi sembra giusto, visto che voglio essere il sindaco di tutti, ma preciso che non si tratta certo di una presa di distanza dal partito né da Di Pietro con il quale avevamo e abbiamo un legame forte”.

 

Per quanto riguarda il lavoro a Palazzo San Giacomo, De Magistris ha fatto sapere che la sua prima delibera sarà sui rifiuti ed entro l'estate Napoli sarà pulita. “Le linee direttrici sono già nel mio programma, partiremo con la raccolta differenziata porta a porta con i fondi già stanziati e usando i dipendenti comunali. Non si deve fare il secondo impianto di incenerimento ma puntare sul trattamento differenziato mettendo in funzione gli impianti di compostaggio già esistenti". L’ex pm ha quindi annunciato che sull’argomento avrà anche un incontro col presidente della regione, Stefano Caldoro. Sul fronte della legalità, si prevedono sportelli anti-corruzione in tutte le municipalità, un coordinamento costante con le forze dell'ordine e la videosorveglianza nelle zone a rischio.

 

Quarantatré anni, sposato, due figli maschi. Luigi de Magistris è nato nel quartiere Vomero. Si è laureato in giurisprudenza a 22 anni e nel 1993, a 26 anni, ha superato il concorso in magistratura. Dopo il tirocinio, svolto sempre a Napoli, ha iniziato come sostituto procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Catanzaro, dove fino al 1998 si è occupato di corruzione e criminalità organizzata. Nel 1999 è tornato a Napoli, dove ha svolto le stesse funzioni di pubblico ministero fino al 2002. Dal 2003 al 2008 si è trasferito nuovamente a Catanzaro, dove è stato titolare di indagini come “Toghe Lucane” e “Why Not”. Poi, il trasferimento, l'esproprio delle inchieste e delle sue funzioni di magistrato. Nel 2009 viene eletto parlamentare europeo come indipendente dell'Italia dei valori, ottenendo 500 mila voti: per lui il ruolo di presidente della Commissione controllo dei bilanci. Quest'anno è diventato responsabile del Dipartimento nazionale giustizia del partito.

 
     
Il dibattito nella maggioranza    
     

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Risultato amaro, per Pdl e Lega, quello delle elezioni amministrative che hanno riguardato undici province e 1.315 comuni, di cui 31 capoluoghi di provincia e undici centri con più di 100 mila abitanti. Ventidue i comuni capoluogo andati al centrosinistra, 9 quelli al centrodestra. Per quanto riguarda le province, quattro sono state conquistate dal centrodestra e sette dal centrosinistra.

 

La mappa delle amministrazioni locali esce quindi modificata da questa consultazione, al di là di alcune conferme: i comuni toscani, Mantova, Ravenna, Salerno, Benevento, restano nella mani del centrosinistra, mentre Vercelli, Reggio Calabria e Ragusa hanno confermato il centrodestra. A parlare delle amministrative come “test nazionale” era stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e l’esito negativo in città come Milano, Torino, Bologna e Napoli, così come in altri centri strategici, non poteva non aprire il dibattito all’interno della maggioranza di governo.

 

Ieri Berlusconi, dalla Romania, ha commentato parlando di “sconfitta evidente”, ma anche della volontà di “tenere i nervi saldi e andare avanti”; e mentre dal centrosinistra chiedono a gran voce le sue dimissioni, il premier ha ribadito oggi con una battuta di avere troppi impegni per organizzare il proprio funerale. I risultati delle urne, intanto, hanno già fatto una “vittima”: l’ex ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si è dimesso da coordinatore del Pdl. Dimissioni già in programma, secondo quanto riferito da Berlusconi, il quale ha già indicato come nuovo coordinatore unico il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

 

“Il problema non è se c'è un coordinatore, tre o cinque, se c'è un direttorio di coordinatori o altro – ha commentato Ignazio la Russa -. Il problema è che la gente vuole le riforme, che bisogna farle con il contributo di tutti: governo, partito, capigruppo". Da Roma il sindaco Gianni Alemanno indica come un importante strumento di rilancio il cambio di nome del Pdl, nonché la ripresa dei rapporti con Gianfranco Fini e il suo Fli. Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ha ribadito la necessità che nel centrodestra si apra “un dibattito serio, senza scorciatoie di alcun tipo” e la prima resa dei conti, in effetti, sarà quella con la Lega.

 

Questa sera è previsto l’incontro fra Berlusconi e Bossi: il senatur già ieri aveva detto che nella competizione elettorale “la Lega ha fatto il suo dovere”. Da parte sua il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha parlato di “sberlone elettorale”, invitando la maggioranza a reagire, mentre oggi Mario Borghezio sollecita il suo partito affinché si ricontrattino “i termini dell’alleanza di governo, per far avanzare la strategia di liberazione del nord”. Sempre oggi è stato reso noto che nella settimana tra il 20 e il 27 giugno l’esecutivo affronterà la verifica alla Camera chiesta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in seguito ai cambiamenti nella compagine governativa. 

 
     
I commenti dei presidenti di regione    
     

Roma, 31 mag - (Giornale delle Regioni) - Roberto Cota (Piemonte): “Sono molto dispiaciuto per il risultato di Novara e Domodossola, ovviamente rifletteremo. Abbiamo subito anche un vento generale negativo. Ringrazio comunque tutti quelli che hanno lavorato per la campagna elettorale e sono contento che a Vercelli siamo riusciti a tenere la provincia anche grazie al nostro buon lavoro”.

 

Roberto Formigoni (Lombardia): “È indubbio che nelle scelte di molti elettori cattolici e non abbia pesato una valutazione negativa su certi comportamenti privati. Sull’elezione di Pisapia a sindaco di Milano, il governatore lombardo ha affermato: “Mi auguro si possa lavorare insieme al meglio con Pisapia, perché l'Expo è una straordinaria opportunità per Milano e per l'Italia”.

 

Luca Zaia (Veneto): “La sconfitta va riconosciuta e si impone un momento di profonda riflessione”. Il risultato elettorale è comunque, secondo Zaia, “un grande segnale: deve servire per dare una forte accelerazione all'azione di governo, in modo da mantenere le promesse fatte agli elettori in termini soprattutto di riforme”. Il governatore ha comunque augurato a tutti gli eletti dei consigli comunali e provinciali “cinque anni di lavoro proficuo a vantaggio del popolo che li ha scelti”.

 

Renzo Tondo (Friuli Venezia Giulia): “Mi sento sereno e impegnato ad andare avanti. Sono quarto tra i presidenti di regione per la stima dei cittadini, questo significa che devo solo continuare il mio lavoro. Secondo il presidente, comunque, dalle urne emerge che “una crisi di sistema e non di singoli candidati”.

 

Vasco Errani (Emilia Romagna): “La destra subisce una sconfitta netta e indiscutibile. E ciò rende urgente e indifferibile quel cambiamento politico nazionale di cui il paese ha bisogno”. Errani si congratula con i sindaci eletti in regione e parla di un “risultato certamente positivo per il centrosinistra, a cominciare dal primo turno con il voto di Bologna e di Ravenna, per proseguire con Gnassi a Rimini, Ferioli a Finale Emilia, Cecchini a Cattolica”. “Da sottolineare – continua il governatore - il successo di Lodi a Cento, mentre a Salsomaggiore e a Cesenatico il centrosinistra registra sconfitte sulle quali dovrà riflettere seriamente, ma che non cambiano il giudizio complessivo”.

 

Gian Mario Spacca (Marche): “I risultati del ballottaggio nella provincia di Macerata e a San Benedetto confermano e rafforzano il buon governo dell'area progressista riformista e moderata nelle Marche. Un percorso avviato nel 2010 con le elezioni regionali e che, in questa tornata elettorale, si consolida ulteriormente”. Secondo il governatore, su Macerata erano puntati i riflettori della politica e dei media nazionali, “perché esempio e banco di prova di quel modello avviato in regione lo scorso anno. Un banco di prova sicuramente superato”.

 

Enrico Rossi (Toscana): “Quanto è emerso dai ballottaggi è un risultato ottimo che segna un cambiamento ed è merito degli italiani perché hanno dato una risposta civica al disagio e alla grande sofferenza che ha il paese e al quale il centrodestra non ha saputo dare risposte. Berlusconi ci ha messo la faccia ma questo voto, per quanto amministrativo, sarà difficile che non abbia anche riflessi politici e, in tal senso, i segnali già ci sono tutti. Il voto di oggi è la conferma che gli italiani hanno visto che nel centrodestra che risposte non ce ne sono”.

 

Renata Polverini (Lazio): “Non era facile ribaltare il risultato del primo turno e, purtroppo, così non è stato; il centrodestra saprà trovare le ragioni di questa sconfitta e recuperare quel rapporto con la gente che, da diciassette anni, è alla base del successo di Silvio Berlusconi. Spero per Napoli e per Milano che le composite maggioranze uscite dalle urne riusciranno a esprimere anche un progetto di governo come le due città meritano. In ogni caso, i risultati non delineano alternative al centrodestra né penso possano distrarre il governo dall'azione riformista che, anzi, deve essere portata avanti con più forza soprattutto nei confronti delle categorie oggi in maggiore difficoltà: a partire dai giovani, dai lavoratori fino agli stessi imprenditori che devono vedere nelle amministrazioni pubbliche una leva, e non un ostacolo, e nel fisco non un socio ma uno strumento per recuperare risorse da mettere al servizio di tutti”.

 

Stefano Caldoro (Campania): “Ha prevalso il voto contro, ma è un segnale che va capito e interpretato rafforzando l'azione di governo. Gianni Lettieri ha svolto una grande campagna elettorale, e si è proposto come l'unico candidato che aveva soluzioni concrete per la città. Ma questa voce si è scontrata di fronte ad un muro di disaffezione e dissenso. Auguri a De Magistris che da sindaco dovrà misurarsi da oggi sui problemi della città”.