
| Cosa prevede la nuova manovra economica | ||
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Roma, 1 lug - (Giornale delle Regioni) - Il Consiglio dei ministri ha approvato il 30 giugno la bozza di manovra finanziaria con cui si dovrebbero recuperare 47 miliardi di euro in quattro anni, per arrivare nel 2014 al pareggio di bilancio. Il provvedimento si compone di quattro parti: la prima dedicata al contenimento dei costi della politica; la seconda alle misure generali di contenimento della spesa; la terza alle disposizioni in materia di entrate tributarie; la quarta a misure per sostenere lo sviluppo. Per l’anno in corso l’intervento dovrebbe essere di 1,5 miliardi, nel 2012 di 5,5 miliardi e infine di 20 miliardi sia nel 2013 che nel 2014. Brutte notizie soprattutto per regioni ed enti locali, ai quali toccheranno complessivamente tagli per 9,3 miliardi nel biennio 2013-2014 (ovvero un quinto della manovra).
Nel dettaglio, alle regioni arriveranno 5,4 miliardi in meno, di cui 2,4 a carico delle ordinarie e 3 a carico di quelle a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano. Gli altri 4,2 miliardi arriveranno dalle province (1,2 miliardi) e dai comuni (3 miliardi). La decurtazione delle risorse sarà anche peggiore per Sicilia e Sardegna: il fondo sperimentale di riequilibrio e il fondo perequativo - previsti dal decreto sul federalismo municipale - sarà ridotto di 3 miliardi, sempre nel biennio 2013-2014. Il taglio sarà distribuito tra i comuni delle due isole secondo un criterio proporzionale, con l'eccezione delle amministrazioni “virtuose”. A loro volta le province sarde e siciliane dovranno rinunciare a 400 milioni di trasferimenti perequativi nel 2013 e a 800 milioni nel 2014. Il provvedimento è stato bocciato, evidentemente, dagli amministratori locali, che hanno in programma la prossima settimana un incontro col governo.
Ecco nel dettaglio alcune delle misure previste dalla manovra, di interesse delle autonomie territoriali.
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| Patto di stabilità | ||
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Il decreto stabilisce che dal 2012 Stato ed enti territoriali potranno concordare “le modalità di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica delle singole regioni, esclusa la spesa sanitaria, delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali del territorio e degli enti e organismi strumentali, nonché degli altri enti e organismi il cui funzionamento è finanziato dai predetti enti”. Il mancato rispetto degli obiettivi comporterà il versamento, nell'esercizio successivo, di una somma “pari alla differenza tra l'obiettivo complessivo e il risultato complessivo conseguito”. La norma non si applica però alle regioni sottoposte a Piano di rientro. |
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| Sanità | ||
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La reintroduzione del ticket da 10 euro su visite specialistiche e analisi non avverrà dal primo gennaio 2012, come inizialmente previsto. Il governo ha preferito prendere tempo e intanto coprirà con fondi statali i 486,5 milioni che mancano da giugno a dicembre. Nel 2013 il Fondo sanitario nazionale aumenterà solo dello 0,5 per cento rispetto al 2012 e nel 2014 dell’1,4 per cento. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica, il deficit sarà per il 35 per cento a carico delle imprese farmaceutiche (mentre ora è tutto a carico delle regioni). Inoltre, previsto il blocco dei contratti del personale dipendente e delle convenzioni fino al 2014 e lo stop al turn over negli ospedali.
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| Trasporti | ||
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L’articolo 22 del decreto cita, fra le spese indifferibili dell’anno 2011, quelle relative al trasporto pubblico locale e all’alta velocità ferroviaria. Nel primo caso si parla di risorse fino a 314 milioni di euro che potranno essere destinate alle regioni a statuto ordinario per le esigenze del trasporto pubblico, anche ferroviario. Viene introdotto poi un sovrapprezzo al canone per l’alta velocità, “al fine di consentire uno sviluppo dei processi concorrenziali nel settore dei trasporti ferroviari, in armonia con la necessità di assicurare la copertura degli oneri per i servizi universali di trasporto ferroviario di interesse nazionale oggetto di contratti di servizio pubblico”. |
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| Infrastrutture | ||
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L’articolo 31 aumenta la dotazione del Fondo infrastrutture di 930 milioni per il 2012 e di un miliardo per ciascuno degli anni dal 2013 al 2016, mentre revoca i finanziamenti statali assegnati dal Cipe e inutilizzati per la realizzazione di opere comprese nel Programma delle infrastrutture strategiche. Fra gli altri provvedimenti previsti, lo stanziamento di 6,3 milioni per la prosecuzione del servizio intermodale dell’autostrada ferroviaria alpina attraverso il valico del Frejus per l’anno 2011. Infine, per il 2012 una quota parte delle risorse di cui al Fondo infrastrutture può essere assegnata, con delibera Cipe, alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e le attività culturali |
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| Frequenze tv | ||
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Il termine per la liberazione delle frequenze tv tra i 790 e gli 863 Mhz deve avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2012 e gli introiti della gara (2,4 miliardi) dovranno entrare nel bilancio dello Stato entro il 30 settembre di quest’anno. In caso di inadempimento da parte delle emittenti locali che occupano le frequenze, il decreto prevede la disattivazione coattiva degli impianti.
Commercio
Nelle località turistiche e nelle città d’arte i negozi non dovranno più rispettare gli orari di apertura e chiusura, così come non avranno l’obbligo della chiusura domenicale e festiva né quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale. |
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| Pesca | ||
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Per assicurare un’adeguata protezione delle risorse ittiche, come previsto dall’Ue, è disposta il fermo temporaneo della pesca con sistema a strascico e/o volante per un periodo massimo di 45 giorni. Agli operatori il ministero delle Politiche agricole potrà concedere una compensazione.
Lampedusa
In considerazione del permanere dello stato di crisi nell’isola, in seguito all’ondata migratoria dal nord Africa, è prorogata al 30 giugno 2012 la sospensione dei termini dei versamenti tributari e previdenziali. Il territorio del comune di Lampedusa diventa inoltre zona franca urbana, previa autorizzazione comunitaria. |
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| Il commento delle regioni | ||
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“La manovra che il governo si appresta a varare fa scelte gravi che possono porre a rischio servizi pubblici fondamentali in settori come il trasporto pubblico locale e la sanità. La Conferenza delle regioni ha fatto una prima disamina dei problemi sul tappeto ed abbiamo registrato motivi di forte preoccupazione”. Così il presidente Vasco Errani in una nota ufficiale della Conferenza, diffusa ieri. “Avevamo chiesto al governo – dice Errani - un confronto preventivo sulle scelte di politica economica che impattano sui territori, come prevede del resto la Legge di contabilità pubblica. Così non è stato, il governo sceglie di procedere unilateralmente e l’incontro con le regioni avverrà solo la prossima settimana. Intendiamo sederci attorno al tavolo per concertare davvero le scelte necessarie per il paese. Per questo obiettivo serve, però, responsabilità da parte di tutti i livelli della Repubblica, nessuno escluso. Occorre superare la logica dei tagli lineari che stanno soffocando i trasporti pubblici locali, il servizio sanitario, la scuola, la formazione ed il welfare. Servono misure per incentivare lo sviluppo e la crescita, snellimenti procedurali veri, ma soprattutto serve la volontà reale di dar vita ad una leale collaborazione istituzionale”.
“Se i tagli dovessero davvero essere della entità prospettata – ha detto il rappresentante delle regioni - ho l’impressione che si stia di fatto togliendo ogni prospettiva di reale applicazione al federalismo fiscale. Quanto poi alla ventilata ipotesi di reintrodurre ticket sanitari, abbiamo manifestato la nostra contrarietà e già in passato abbiamo dato dimostrazione che i ticket non producono un contenimento della spesa sanitaria, ma comportano esclusivamente lo spostamento della stessa verso la sanità privata”. Le regioni sollecitano dunque il governo affinché sia istituita la commissione anti-sprechi con il compito di studiare i bilanci dei diversi centri di spesa pubblica, dai ministeri alle regioni agli enti locali, per individuare le possibili razionalizzazioni della spesa pubblica. Oggi il presidente Errani è intervenuto nuovamente sul tema affermando che “in questa manovra non c'è alcun segnale di sostegno alla crescita” e che serve una “operazione verità”: “Il presidente del Consiglio deve dire ai cittadini italiani quali servizi la Repubblica italiana è in grado di assicurare”, ha concluso Errani. |
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