Piano per il Sud
 

Il Piano nazionale per il sud
 
Roma, 26 nov - (Giornale delle Regioni) -  Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella seduta del 26 novembre 2010, il Piano nazionale per il sud, che prevede interventi per 100 miliardi di euro in base a otto priorità strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno: infrastrutture e ambiente, istruzione, innovazione e ricerca, sicurezza e legalità, giustizia, pubblica amministrazione, imprese e lavoro, Banca del Mezzogiorno.
 
“Il Piano - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - anticipa l’applicazione dei criteri e degli indirizzi emersi in questi mesi nel dibattito comunitario sul futuro della politica di coesione. La maggiore attenzione all'efficacia degli interventi, la concentrazione su poche e rilevanti questioni, l'imposizione di regole e condizioni preliminari all'impiego delle risorse costituiscono le linee guida della rivisitazione delle politiche di coesione”.
 
Le prossime fasi per la realizzazione del Piano saranno la riprogrammazione dei fondi per il sud di fonte nazionale e comunitaria, l’approvazione del decreto legislativo di attuazione dell’articolo 16 della legge n.42 del 2009 (in materia di risorse aggiuntive e interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali), l’adozione del decreto interministeriale in materia di perequazione infrastrutturale.
 

Autostrade italiane

 

 

Il contesto
 

Il provvedimento parte dalla considerazione di alcuni dati contenuti nel rapporto annuale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e sanciti nella delibera Cipe n.79 del 30 luglio 2010. Per le regioni del sud, a fronte dei circa 16 miliardi di fondi Fas stanziati nel precedente periodo di programmazione, la spesa effettivamente realizzata è poco più di un terzo (38 per cento) e il 40 per cento di queste risorse risulta impegnato su progetti con uno stato di avanzamento variabile dallo 0 al 10 per cento. Inoltre, ammontano ad almeno 6 miliardi le risorse della programmazione precedente che sono disponibili ma non programmate. L’avanzamento della spesa dei programmi comunitari 2007-2013 si assesta intorno a un valore del 7 per cento a metà del periodo di programmazione: ciò determina il rischio concreto di incorrere nel disimpegno automatico delle risorse comunitarie.

   
 
Gli obiettivi
 
Il Piano si prefigge i seguenti obiettivi: creare le condizioni per il conseguimento di standard nazionali ed europei nei servizi essenziali per i cittadini del Sud: scuola, giustizia, sicurezza, acqua e rifiuti, cura degli anziani e dei bambini, trasporto; fFare progredire l’unificazione nazionale e promuovere lo sviluppo del mercato interno del Sud attraverso la realizzazione di grandi infrastrutture di trasporto, soprattutto ferroviario; garantire l’accesso alla banda ultralarga ad almeno il 50 per cento della popolazione residente nel Mezzogiorno; consentire l’affermazione di tre-quattro grandi centri di ricerca di livello internazionale e promuovere l’innovazione delle imprese attraverso finanziamenti condizionati ai progressi compiuti dai progetti innovativi; concentrare nello strumento del credito d’imposta gli interventi rivolti ad aiutare le imprese a superare le strozzature alla loro crescita, e promuovere il ricorso alla fiscalità di vantaggio introdotta con un’anticipazione del federalismo fiscale; assicurare la messa in sicurezza, la tutela e la valorizzazione di risorse naturali e culturali attraverso un rafforzamento di centri nazionali di competenza dedicati a questi obiettivi.   Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, col ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto
 
Le otto priorità strategiche
 
Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso otto grandi priorità. Il Piano identifica da un lato tre priorità strategiche di sviluppo di lungo periodo (infrastrutture, istruzione e innovazione), su cui misurare il miglioramento delle condizioni di sviluppo del Mezzogiorno, e dall’altro cinque priorità strategiche di carattere orizzontale, da attuare rapidamente: sicurezza e legalità, certezza dei diritti e delle regole, pubblica amministrazione più trasparente ed efficiente, Banca del Mezzogiorno, sostegno mirato e veloce per le imprese, il lavoro e l’agricoltura. Per ciascuna delle priorità indicate, entro trenta giorni dall’approvazione vengono definite con le amministrazioni interessate gli ambiti di intervento, i risultati attesi dall’attuazione della priorità e il quadro finanziario articolato per le risorse.
   
 
La copertura finanziaria
 

I fondi previsti per il Piano sono pari a circa 100 miliardi di euro, di cui “venti sono in programmazione e altri ottanta o non sono stati spesi o sono bloccati da mille rivoli”, ha spiegato il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto. Nel provvedimento si legge che il Piano “si avvale, nell’ambito pluriennale di riferimento, del complesso di programmi e di risorse della politica regionale di coesione, comunitaria e nazionale, e quindi delle risorse di tale politica che possono essere programmate o ri-programmate, secondo le regole vigenti e secondo i principi stabiliti nella delibera Cipe del 30 luglio 2010 ed in quelle conseguenti per la realizzazione delle priorità strategiche che il governo individua nel presente documento. Si avvale altresì delle risorse ordinarie in conto capitale convergenti verso il conseguimento di tali priorità nonché delle risorse private mobilitabili per l’attuazione di specifici progetti e interventi”. Sarà una delibera del Cipe a fissare indirizzi e criteri per la riprogrammazione delle risorse derivanti dalla ricognizione svolta a luglio di quest’anno e di quelle della programmazione dei Fas 2007-2013 non ancora impegnate. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha precisato che il risparmio che sarà investito nel Mezzogiorno, usufruirà di una fiscalità di vantaggio “attraverso il pagamento di mezza aliquota per i capitali”.

   
 
Trasporti e logistica
 

Gli interventi si concentreranno sul sistema ferroviario alta capacità/alta velocità su tre linee: Napoli-Bari-Lecce-Taranto, Salerno-Reggio Calabria e Catania-Palermo. Così da Bari si raggiungerà Napoli in 2 ore anziché in 3 ore e mezzo; fra Salerno e Reggio la percorrenza scenderà da 5 ore e 30 a 4 e 15; fra Catania e Palermo da 3 ore a 1 ora e 10. Con il completamento di queste tre tratte e la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, il sud potrà contare su un moderno sistema di collegamento verso il nord Italia e il centro e nord Europa, essendo garantita l’interconnessione e l’interoperabilità fra i Corridoi transeuropei TEN, collegando il Corridoio I (Berlino-Palermo) con il Corridoio VIII (Bari-Sofia). Questi interventi verranno realizzati ponendo attenzione alla loro integrazione con il rafforzamento del sistema portuale. Nell'ambito del trasporto stradale, il Piano prende a riferimento le opere ricomprese tra le priorità strategiche indicate nell'allegato infrastrutture alla Decisione di Finanza Pubblica (Dfp), quali ad esempio la Olbia-Sassari, il completamento della Salerno-Reggio Calabria e il sistema autostradale Catania-Siracusa-Gela-Trapani.

  Un tunnel ferroviario
     
Banda larga e ultralarga    
     
 Il Piano prevede di portare la banda larga a tutti i cittadini delle regioni del Sud e garantire l'accesso a banda ultralarga ad almeno il 50 per cento della popolazione residente nel Mezzogiorno, intervenendo in tutti i 33 capoluoghi di provincia delle regioni meridionali.    
     
Ambiente    
     
Nel provvedimento la bonifica dei siti contaminati di interesse nazionale del Mezzogiorno è indicata come condizione imprescindibile per il riutilizzo di vaste aree industriali già infrastrutturate; lo sviluppo del tessuto produttivo; il rilancio dell’iniziativa imprenditoriale; la realizzazione di grandi infrastrutture soprattutto portuali (hub portuali - impianti di rigassificazione). Si prevede inoltre l'immediato avvio del piano straordinario di azione per la riduzione del dissesto idrogeologico in tutto il Mezzogiorno. Per la prima volta lo strumento dell'accordo di programma consentirà in tale settore di unire e concentrare le risorse nazionali destinate (Fas nazionale e risorse del ministero dell´Ambiente) con quelle regionali (Fas regionale e fondi di bilancio autonomo delle regioni). Infine, una specifica attenzione sarà dedicata alla valorizzazione degli ecosistemi di pregio di cui il Mezzogiorno abbonda, da tutelare al fine di evitarne rischi degenerativi: si tratta del sistema delle aree protette, istituite e da istituire; della strategia nazionale per la biodiversità; e della condizione della fascia costiera, emersa e sommersa.    
     
Rifiuti e acqua    
     

La realizzazione di un corretto ciclo di gestione integrata dei rifiuti nelle regioni del Mezzogiorno è indispensabile. Per questo il Piano punta ad avviare un'azione mirata per incrementare la raccolta differenziata e per realizzare l'effettivo coordinamento delle amministrazioni locali responsabili della pianificazione e della realizzazione degli interventi. Per quanto riguarda il servizio idrico, il piano si propone di “garantire l'immediato avvio della realizzazione degli impianti di depurazione, anche attraverso l'implementazione dei modelli contrattuali di gestione nell'ottica di una redditività trasparente e utile all'incremento degli investimenti”.

 

Scuola

 

L’intervento in tema di istruzione si basa su due iniziative volte a innalzare la qualità del servizio scolastico: il rafforzamento degli interventi per la promozione e il sostegno delle scuole nell’innalzamento dei livelli di competenza, secondo gli obiettivi fissati nel sistema degli “obiettivi di servizio”; un piano di razionalizzazione e ammodernamento dei plessi scolastici con particolare attenzione a quelli del I e del II ciclo. A tale piano si affiancherà il completamento dell’infrastrutturazione informatica dei laboratori didattici. A queste iniziative si affiancano due programmi: quello per l’avviamento alla ricerca scientifica e tecnologica riservato agli studenti della scuola superiore presso università e strutture pubbliche di ricerca, e quello per la qualificazione e l’avvio al lavoro per giovani con la licenza media inferiore.

  Due bambini davanti a un mucchio di rifiuti a Napoli
     
Ricerca e innovazione    
     

Il piano prevede la realizzazione di un numero limitato (tre/quattro al massimo) di “grandi attrattori di investimenti e intelligenze” su ambiti scientifici intorno ai quali aggregare nuove imprese e creare nuovi posti di lavoro. Gli attrattori sono individuabili nei Poli integrati di ricerca-alta formazione-innovazione, che siano espressione di un partenariato pubblico-privato. Le specializzazioni dei Poli integrati riguarderanno l’impatto delle tecnologie strategiche abilitanti (materiali avanzati e nanotecnologie, ICT, biotecnologie) su manifatturiero del futuro; salute dell’uomo; economia dei servizi; tutela dell’ambente e sviluppo di un turismo sostenibile.

 

Sicurezza e legalità

 

Fra gli interventi previsti vi sono: la costruzione di nuovi edifici destinati agli uffici delle forze dell’ordine; l’ammodernamento tecnologico (come per esempio l’estensione della rete di comunicazione radiomobile digitale interpolizie); il potenziamento dei sistemi informatici delle prefetture nelle regioni del Mezzogiorno; il rafforzamento degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici, con la creazione di una piattaforma unica che integri i sistemi informativi delle prefetture nei settori appalti, grandi opere e certificazioni antimafia; un piano straordinario di lotta al lavoro sommerso. La promozione di “filiera della legalità” si realizzerà attraverso sorveglianza informatizzata, prevenzione delle infiltrazioni nell’economia regolare, lotta al racket e all’usura, sorveglianza e prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile.

  Un laboratorio di ricerca
     
Giustizia    
     
Fra le azioni indicate nel Piano vi sono l’attuazione di un piano straordinario per lo smaltimento dei procedimenti pendenti; l’accelerazione della riforma sull’obbligo di procedure conciliatorie al fine di ridurre l’indice di litigiosità; l’introduzione di incentivi per il miglioramento della performance; la creazione di una infrastruttura tecnologica per l’attuazione del processo civile telematico.    
     
Banca del Mezzogiorno    
     
Opererà come istituzione finanziaria di secondo livello, attraverso una rete di banche sul territorio che diverranno socie utilizzando la rete degli sportelli di Poste Italiane. A tal fine l'azione del governo mira a coinvolgere nell'azionariato un'ampia rete di banche con un forte radicamento territoriale, quali le banche di credito cooperativo e le banche popolari. La Banca del Mezzogiorno contribuirà a sviluppare il credito a medio-lungo termine per favorire la nascita e l'espansione delle piccole e medie imprese, faciliterà l’accesso al credito tramite gli sportelli della rete aderente alla Banca, e svolgerà il ruolo di facilitatore per l’aggregazione dei Consorzi di garanzia Fidi al fine di potenziarne l’efficienza. La Banca potrà anche ambire a gestire, secondo gli attuali indirizzi comunitari, il fondo rotativo europeo Jeremie (Joint European REsources for MIcro to medium Enterprise) per il Mezzogiorno, volto a sostenere credito agevolato, capitale di rischio e garanzie.    
     
Imprese    
     

L'obiettivo del Piano per il Sud è di attivare un sistema di incentivi che favorisca la crescita dimensionale delle imprese meridionali. Il riordino degli incentivi persegue i seguenti indirizzi generali: una drastica riduzione delle leggi di incentivazione vigenti (ce ne sono circa 100 a livello nazionale e circa 1.400 a livello regionale); la semplificazione delle procedure attraverso l'utilizzo di modalità telematiche; la flessibilità nella definizione degli strumenti d'intervento; il raccordo con le regioni; l'introduzione, in particolare per le piccole e medie imprese, di modalità semplificate di presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni e di fruizione degli aiuti. La riforma riordina gli incentivi in tre categorie: gli incentivi automatici (con preferenza per l'utilizzo di strumenti di fruizione quali bonus fiscale voucher); bandi per il finanziamento di programmi organici e complessi; procedure negoziali per il finanziamento di grandi progetti d'investimento (oltre i 20 milioni di euro).

  Operai in fabbrica