
| La manovra da 48 miliardi |
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Roma, 15 lug - (Giornale delle Regioni) - Via libera del parlamento al maxi-emendamento che riscrive la manovra economica del governo. Al Senato 161 i sì e 135 i no alla fiducia, alla Camera 316 voti a favore, 284 contrari e due astenuti. Al primo testo sono state inserite una serie di modifiche, presentate dal relatore Gilberto Pichetto Fratin, che fanno passare il valore della manovra da 25,3 a 47,9 miliardi. Sono stati però confermati i tagli alle regioni e agli enti locali per 9,3 miliardi nel biennio 2013-2014.
La modifica più discussa introdotta nel passaggio in parlamento è la reintroduzione del ticket sanitario di 10 euro sulle visite e analisi, che entra in vigore da lunedì. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha precisato che le fasce deboli, gli invalidi e i malati cronici restano esentati dal ticket e ha annunciato di aver anche proposto al ministero dell'Economia di rimodulare le esenzioni “per meglio ancorarle al principio dell'appropriatezza”. Le regioni avranno comunque la possibilità di non applicare il ticket “purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario”.
Fra le altre modifiche introdotte dal maxi-emendamento vi sono i tagli alle agevolazioni fiscali, 483 voci che valgono oltre 150 miliardi. L'intervento comporterà un aumento della pressione fiscale di circa l'1 per cento. In particolare saranno tagliate del 5 per cento per il 2013 e del 20 per cento dal 2014 le agevolazioni per figli a carico, spese sanitarie e di istruzione, redditi da lavoro dipendente, asili nido, studenti universitari, ristrutturazioni edilizie, terzo settore, Onlus, Iva, accise e crediti d'imposta. Il taglio scatta subito ma non si applicherà nel caso in cui entro il 30 settembre 2013 sarà esercitata la delega fiscale.
Per quanto riguarda il Patto di stabilità interno, per i comuni cambiano i criteri di merito: entrano convergenza tra spesa storica e fabbisogni standard e le dismissioni di partecipazioni societarie. I comuni dovranno unirsi e arrivare a cinquemila abitanti per poter esercitare alcune funzioni fondamentali.
Nel nuovo testo è entrato infine un emendamento sull’alta velocità: si tratta della proroga della Commissione di valutazione di impatto ambientale sul progetto, un “cavillo” che rischiava di bloccare la procedura di approvazione della Torino-Lione e metteva a rischio i fondi europei. Il progetto potrà ora essere approvato dal Cipe entro il 30 luglio, come richiesto dall’Ue per confermare i 671 milioni di euro di aiuti comunitari.
Ecco alcune delle altre misure previste dalla manovra, di interesse delle regioni e degli enti locali.
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| Patto di stabilità | ||
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Il decreto stabilisce che dal 2012 Stato ed enti territoriali potranno concordare “le modalità di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica delle singole regioni, esclusa la spesa sanitaria, delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali del territorio e degli enti e organismi strumentali, nonché degli altri enti e organismi il cui funzionamento è finanziato dai predetti enti”. Il mancato rispetto degli obiettivi comporterà il versamento, nell'esercizio successivo, di una somma “pari alla differenza tra l'obiettivo complessivo e il risultato complessivo conseguito”. La norma non si applica però alle regioni sottoposte a Piano di rientro. |
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| Sanità | ||
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Torna il ticket da 10 euro su visite specialistiche e analisi. Nel 2013 il Fondo sanitario nazionale aumenterà solo dello 0,5 per cento rispetto al 2012 e nel 2014 dell’1,4 per cento. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica, il deficit sarà per il 35 per cento a carico delle imprese farmaceutiche (mentre ora è tutto a carico delle regioni). Inoltre, previsto il blocco dei trattamenti economici del personale del Servizio sanitario nazionale e delle convenzioni fino al 2014.
Trasporti
L’articolo 22 del decreto cita, fra le spese indifferibili dell’anno 2011, quelle relative al trasporto pubblico locale e all’alta velocità ferroviaria. Nel primo caso si parla di risorse fino a 314 milioni di euro che potranno essere destinate alle regioni a statuto ordinario per le esigenze del trasporto pubblico, anche ferroviario. Viene introdotto poi un sovrapprezzo al canone per l’alta velocità.
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| Infrastrutture | ||
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L’articolo 31 aumenta la dotazione del Fondo infrastrutture di 930 milioni per il 2012 e di un miliardo per ciascuno degli anni dal 2013 al 2016, mentre revoca i finanziamenti statali assegnati dal Cipe e inutilizzati per la realizzazione di opere comprese nel Programma delle infrastrutture strategiche. Fra gli altri provvedimenti previsti, lo stanziamento di 6,3 milioni per la prosecuzione del servizio intermodale dell’autostrada ferroviaria alpina attraverso il valico del Frejus per l’anno 2011. Infine, per il 2012 una quota parte delle risorse di cui al Fondo infrastrutture può essere assegnata, con delibera Cipe, alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e le attività culturali |
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| Frequenze tv | ||
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Il termine per la liberazione delle frequenze tv tra i 790 e gli 863 Mhz deve avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2012 e gli introiti della gara (2,4 miliardi) dovranno entrare nel bilancio dello Stato entro il 30 settembre di quest’anno. In caso di inadempimento da parte delle emittenti locali che occupano le frequenze, il decreto prevede la disattivazione coattiva degli impianti.
Commercio
Nelle località turistiche e nelle città d’arte i negozi non dovranno più rispettare gli orari di apertura e chiusura, così come non avranno l’obbligo della chiusura domenicale e festiva né quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale. |
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| Pesca | ||
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Per assicurare un’adeguata protezione delle risorse ittiche, come previsto dall’Ue, è disposta il fermo temporaneo della pesca con sistema a strascico e/o volante per un periodo massimo di 45 giorni. Agli operatori il ministero delle Politiche agricole potrà concedere una compensazione.
Lampedusa
In considerazione del permanere dello stato di crisi nell’isola, in seguito all’ondata migratoria dal nord Africa, è prorogata al 30 giugno 2012 la sospensione dei termini dei versamenti tributari e previdenziali. Il territorio del comune di Lampedusa diventa inoltre zona franca urbana, previa autorizzazione comunitaria. |
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| Il commento delle regioni | ||
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Roma, 15 lug - (Giornale delle Regioni) - “La manovra è necessaria e urgente e serve per rispondere alla crisi in atto”, ma avrà “delle ricadute pesanti su servizi fondamentali come sanità, trasporto pubblico locale, politiche per le imprese. E il governo deve dire chiaramente ai cittadini quali saranno le ricadute nella vita quotidiana di tale scelta”. Questa la posizione ufficiale della Conferenza delle regioni, espressa ieri dal presidente Vasco Errani in un comunicato. Nell’incontro col ministro Tremonti di mercoledì scorso, governatori e amministratori locali avevano condiviso la necessità di approvare il provvedimento in tempi strettissimi, anche per far fronte agli attacchi speculativi all’Italia, ma non hanno mancato di esprimere le loro critiche.
“Il 48,7 per cento del riequilibrio dei conti pubblici è posto a carico di soggetti istituzionali che rappresentano solo il 16,25 per cento della spesa pubblica”, si legge nel comunicato. Nel dettaglio, considerando la manovra e il dl 78/2010, nel periodo 2011-2014 il concorso di regioni ed enti locali è complessivamente di 21,6 miliardi di euro, di cui 9,1 miliardi come contributo sul Patto di stabilità, 7,2 miliardi come contributo sul Fondo sanitario nazionale e 5,3 miliardi come contributo degli enti locali sul Patto di stabilità.
“Lo squilibrio dei tagli proposti dalla manovra che gravano in modo insopportabile su regioni ed enti locali rappresenta un’ingiustizia e necessita di un serio riequilibro – ha affermato Errani -. L’idea di dar luogo ad un vergognoso scaricabarile istituzionale non è certo praticabile”. Quanto poi al federalismo fiscale – ha proseguito il presidente della Conferenza - è chiaro che non sarebbe stato un parto semplice, ma oggi, con questa manovra, il governo ha fatto sparire questo progetto. Se le risorse finanziarie necessarie per garantire servizi pubblici fondamentali subiscono una riduzione di tale portata, come sarà possibile domani fiscalizzarle? Su quale base finanziaria potranno vivere le autonomie?”.
I governatori mettono l’accento anche sul mancato confronto istituzionale: “La manovra, secondo quanto stabilito da una legge dello Stato, avrebbe dovuto essere concertata preventivamente con le regioni e con gli enti locali – ha ribadito Errani -. Così non è stato”. Quanto ai contenuti, il presidente dell’Emilia Romagna parla della reintroduzione del ticket sanitario come di “una scelta gravissima che tocca il portafoglio degli italiani e che peraltro non contribuisce in alcun modo al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e che semmai può dirottare la fornitura di determinati servizi verso il privato che proprio a causa del ticket guadagnerebbe una posizione di privilegio sul mercato”.
Infine, le controproposte delle regioni. “Abbiamo proposto al governo un riequilibrio della manovra che, a saldi invariati, consenta di renderla gestibile sui territori salvaguardando servizi essenziali per i cittadini e abbiamo suggerito di non limitare la manovra ai tagli, c’è urgente bisogno anche di una spinta per la crescita: strumenti che incentivino gli investimenti e l’occupazione”. I governatori hanno anche dichiarato la disponibilità ad istituire subito una Commissione interistituzionale anti-sprechi (formata da pochi rappresentanti di governo, regioni ed enti locali) che entro sessanta giorni individui linee operative e proposte per contenere la spesa pubblica. “L’avevamo già chiesta un anno fa – ha concluso Errani - e avevamo ricevuto assicurazioni in tal senso dal presidente del Consiglio. Poi sulla Commissione anti-sprechi è caduto il silenzio”. |
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| Le reazioni di province e comuni | ||
| Roma, 15 lug - (Giornale delle Regioni) - “Non abbiamo osteggiato, per senso di responsabilità, una manovra che, lo ribadiamo, ancora una volta taglia risorse ai servizi per i cittadini. Ma questa deve essere l'ultima volta che regioni, province e comuni sono escluse dal processo di definizione degli obiettivi finanziari del paese. Appena approvata la manovra, chiediamo si istituisca la Conferenza permanente per la finanza pubblica". Lo ha detto il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione. I presidenti provinciali hanno votato all'unanimità un ordine del giorno sulla manovra economica in cui chiedono di avviare un tavolo di confronto che consenta di rivedere gli obiettivi del Patto di stabilità interna per le province per il biennio 2013-2014; di consentire lo sblocco di parte dei residui passivi in conto capitale su specifici e delicati settori di intervento quali strade, scuole e interventi manutentivi a tutela del dissesto idrogeologico; di liberare gli avanzi di amministrazione per abbattere il debito, con penali a carico dello Stato; infine, di aprire immediatamente il tavolo per l'applicazione concreta degli indicatori di virtuosità, secondo quanto previsto dalla manovra economica. Da parte sua l’Anci ha formalizzato, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la richiesta di un incontro sulla manovra. “La costante attenzione e vicinanza ai problemi dei comuni ci ha sempre stimolato e confortato e riteniamo che, in questo frangente, sia opportuno poterLa incontrare per esporLe direttamente le nostre gravi preoccupazioni e per avere indicazioni e conferme sulla bontà della strada che intendiamo percorrere, scrivono il presidente facente funzioni dell’Anci, Osvaldo Napoli, e il presidente del consiglio nazionale dell’associazione, Gianni Alemanno. “I comuni – continuano i due nella lettera - sono pienamente consapevoli della grave e difficile situazione economica e finanziaria e della necessità di uno sforzo corale e responsabile per fronteggiare i molteplici rischi a cui il nostro paese è esposto. Sentono allo stesso tempo il peso e la responsabilità di richiamare con forza l’attenzione sull’accentuarsi di interventi e norme che stanno cancellando l’autonomia e la dignità dei comuni e di chi li amministra, negando lo stesso ruolo di soggetti politici ed istituzionali autonomi nell’assunzione delle scelte nel rapporto democratico con i cittadini”. Secondo i sindaci, “l’aggravamento dell’obiettivo del Patto di stabilità determinerà il pressoché azzeramento della spesa per lo sviluppo dei territori e l’abbassamento delle tutele sociali e dei servizi ai cittadini”. Noi riteniamo che il sacrosanto processo di razionalizzazione della spesa pubblica debba realizzarsi in modo equilibrato e complessivo su tutti i settori, tenendo conto del peso degli stessi. Inoltre, riteniamo che la logica dei tagli lineari, che continua ad essere applicata, comporta una riduzione della spesa non strutturale e duratura, perché non c’è alcun dubbio che di crescita e di investimenti il nostro paese ha bisogno, così come i nostri cittadini hanno bisogno di tutele sociali e interventi contro le diseguaglianze”. “Tutti i sindaci – concludono Napoli e Alemanno - chiedono quindi di poter concorrere ad impostare riforme strutturali in un clima di coesione nazionale, con l’obiettivo prioritario di riuscire a coniugare rigore e sviluppo e di salvaguardare il processo in atto di costruzione di un assetto di federalismo fiscale autentico e capace di far avanzare l’Italia, persuasi che con il concorso di tutti si possa recuperare fiducia e credibilità”. |
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